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Holy Fire - Stampa selezionata

2008

2007


.::rassegna stampa selezionata::.

Intervista a Domenico Quaranta. A cura di Serena Simoni, Maria Rita Bentini, in "no border # 5 > 2005/06", MAR (Museo d'arte della città di Ravenna) 2006.

"La poesía de las cosas inútiles" - di Nilo Casares, in "ABC.ES", 18 marzo 2006: Una exposición que intenta ser política, en palabras del comisario, no tanto porque trate cuestiones políticas o se sitúe a uno u otro lado de las cosas como por el mismo hecho de abordar la naturaleza misma del desarrollo de las aplicaciones de software desde una perspectiva no utilitarista, algo que supone su cuestionamiento, porque esta exposición versa sobre software.art, una de las ramas del arte-código que muchos de sus practicantes se niegan a reconocer como prácticas net.artísticas ya que no están necesariamente en Red y habitan en muchas ocasiones exclusivamente en el disco duro de un ordenador y sujetas a un determinado entorno operativo que les imposibilita ser ejecutadas fuera de él, y muchas otras, por esta misma razón, les impide ser compartidas, como ocurre en esta exposición que muestra muchas piezas que sólo pueden correr en ordenadores con sistemas operativos amigables cuando en net.art estas cosas ya casi no ocurren porque casi todas las obras son multiplataforma, sin embargo en el desarrollo de software inútil todavía nos encontramos con tales inconvenientes.

"Share festival - Part 1" - di Régine Debatty. In "we-make-money-not-art", 15 marzo 2006: That said, the talks i heard, the selection of works (especially the Radical Software section) were very good and i met several people i like a lot (Oscar Abril Ascaso made me want to go to Sonar this year, Hans Bernhard was as sweet as his work is though-provoking, and... well, i felt like a dork because i had never heard of [epidemiC].)... So Italy can write about and enjoys new media art. They sometimes organise cool events: Connessioni Leggendarie (which i missed but i heard positive reports from people who visited the show, plus their catalogue is really good)...

"Lilly, la medicina è femmina" - di Elena Giulia Rossi. In "L'Unità", www.unita.it: I quadri presentati nella mostra di Domenico Quaranta sono quindi la materializzazione di idee di cui gli Übermorgen si sono fatti portavoce con grande coerenza nell’arco degli anni. I loro quadri trovano un punto di contatto tra il mondo fisico e quello virtuale, ma soprattutto offrono spunto per ricordare un’attività attivista in Rete che ha segnato la storia della net art.

Net Art 1994-1998, la vicenda di äda'web. Recensione di Alessandro Ludovico. In "Neural", www.neural.it: Frutto di un lavoro di tesi, questo studio sulla vicenda di äda'web prende in oggetto uno dei primi tentativi, nello specifico newyorchesi, di stabilire un modello sostenibile (anche economicamente) di produzione artistica in rete. Nel suo controverso tentativo di coniugare fondi istituzionali e privati e libertà d'espressione, äda'web ha segnato un periodo di efferscente dibattito qui ricostruito con dovizia di particolari. Il suo percorso d'iniziative, successi e fallimenti, infatti, ha avuto il tempo e le risorse per riflettere fra i primi sulla specifica natura del medium, con ipotesi ed esperimenti che storicamente hanno avuto il loro peso, come lo sviluppo di opere in parte offline e in parte online, o gli approcci curatoriali nei confronti delle opere in network, o ancora il ruolo dell'interfaccia, riveduto per quattro volte, nell'accesso ai progetti contenuti. Il testo costituisce un altro pezzo di un puzzle teorico e antologico ancora visibilmente incompleto e con net_condition, Internet Art di Stallabrass, Internet art della Greene, Net.art, Archeonet e Net.Art (1 e 2.0) forma una bibliografia frammentata di un fenomeno tanto necessario alla comprensione della reale portata del concetto di network, quanto ancora sfuggevole nei suoi tratti teorici fondamentali e nella demarcazione delle sue linee costituenti, nonostante la sua celebrata decade d'esistenza.

Connessioni Leggendarie. Net.art 1995 - 2005 - leggi la rassegna stampa sul sito della mostra

Net Art 1994 - 1998. Recensione di Simona Caraceni. In "Noemalab", www.noemalab.org: Un testo nato come presentazione di un'esperienza di Net Art, ma che, soprattutto grazie all'accuratissima bibliografia e sitografia, permette di accostare il lettore al fenomeno Net Art a 360 gradi

Prendi l’arte e fanne parte, di Anna Masera. In "La Stampa", 5 marzo 2005: «Da queste opere vorrei che emergessero due messaggi» dichiara Domenico Quaranta, 26 anni, redattore del trimestrale bilingue Cluster, esperto di videogiochi che ha curato per ToShare.it la sezione GameScenes, dove esempi di arte figurativa si affiancano a modifiche (in gergo “patch”, pezze) d’artista ai videogiochi più comuni, e composizioni di musica elettronica suonata al Gameboy accompagnano la fruizione di videogiochi interamente sviluppati da artisti. «Da una parte che il pubblico capisse che l'attenzione sui nuovi media non è infatuazione per il nuovo, ma volontà di promuoverne un utilizzo consapevole e critico; che la miglior forma di difesa è la conoscenza, e che è proprio l'atteggiamento con cui accoglieremo l'innovazione che determinerà il nostro futuro. D'altra parte, vorrei che il mondo dell'arte aprisse gli occhi su un settore finora snobbato, comprendendo il contributo che ha dato alla storia dell'arte dell'ultimo ventennio».

GameScenes, la software art a Torino, di Marco Mancuso. In DIGIMAG 02, marzo 2005.

Piemonte Share Festival, di Monica Ponzini, in "Exibart", 24 febbraio 2005.

Premio Michetti - 56° edizione, di Valentina Rapino, in "Exibart", 29 luglio 2005.

Arte senza barriere, di Flavia de Sanctis Mangelli, in "L'unità Online", agosto 2005.